
Il Louvre Abu Dhabi: quando un museo diventa un brand globale
La storia del museo nato da una collaborazione tra Emirati Arabi e Francia ridisegnando l'identità del Louvre di Parigi e delle strategie culturali mondiali.
Ti sei mai chiesto quale sia il vero ruolo di un museo nella società odierna? Secondo l'International Council of Museums (ICOM) un museo è "un'istituzione permanente senza scopo di lucro e al servizio della società che effettua ricerche, colleziona, conserva, interpreta ed espone il patrimonio materiale e immateriale".
Questa definizione, aggiornata nel 2022, riflette l'evoluzione delle istituzioni da semplici custodi di oggetti a centri dinamici che promuovono la diversità, la sostenibilità e l'inclusione. I luoghi di cultura sono chiamati a operare eticamente e professionalmente, coinvolgendo le comunità e offrendo esperienze educative.

In questo contesto di ridefinizione dei ruoli emerge il fenomeno dei musei che si trasformano in brand globali, espandendo la propria presenza oltre i confini nazionali per raggiungere nuovi pubblici e mercati. L'arte diventa uno strumento di diplomazia culturale e soft power, con istituzioni storiche che stringono accordi strategici con nazioni spesso “emergenti”: un esempio emblematico di questa tendenza è il Louvre Abu Dhabi, nato da una collaborazione tra Francia e Emirati Arabi Uniti.
L’accordo intergovernativo, siglato ben 18 anni fa ovvero il 6 marzo 2007, ha dato vita a una collaborazione trentennale che prevede l’uso del nome “Louvre” con un investimento da parte di Abu Dhabi di circa 400 milioni di Euro per il solo marchio. A questo si aggiungono prestiti di opere dalle collezioni francesi, mostre temporanee e una consulenza curatoriale che ha trasformato il progetto in un unicum nel panorama museale mondiale. La spesa complessiva ha dunque superato il miliardo di Euro, rendendo chiaro fin da subito che il Louvre Abu Dhabi non sarebbe stato un semplice avamposto del celebre museo parigino, ma un’istituzione autonoma destinata a riscrivere le regole dell’arte nel Golfo.
Inoltre, a firmare il progetto architettonico dell'edificio, è stato Jean Nouvel che ha concepito una struttura capace di dialogare con il paesaggio circostante, fondendo elementi della tradizione araba con il design contemporaneo. La sua imponente cupola traforata, con un diametro di 180 metri e un gioco di luce ispirato alle mashrabiyya, è ben presto diventata un’icona.
Situato sull’isola Saadiyat, il Louvre Abu Dhabi si sviluppa su 24.000 metri quadrati e accoglie una collezione che attraversa secoli e civiltà, offrendo una narrazione completa dell’arte: non è quindi un museo occidentale trapiantato altrove, ma un ponte tra culture, concepito per parlare a un pubblico globale.
Inaugurato l’8 novembre 2017 è così diventato la prima istituzione universale del mondo arabo. Tre anni fa ha dunque celebrato il quinto anniversario, consolidando la propria posizione di hub artistico internazionale e rafforzando l’identità attraverso acquisizioni strategiche e collaborazioni con istituzioni di rilievo. Il suo successo è il riflesso di un più ampio investimento in cultura da parte degli Emirati Arabi Uniti, impegnati a diversificare l’economia puntando su arte e creatività.
Ed è proprio in questo scenario che emerge come Abu Dhabi stia cercando di ridefinire il suo ruolo rispetto alla vicina Dubai, nota per il dinamismo economico e per eventi come Art Dubai, che quest’anno si terrà dal 18 al 20 aprile con anteprime il 16 e 17 aprile. La capitale emiratina punta su una visione più istituzionale senza però disdegnare il mercato, come dimostra la neonata fiera Abu Dhabi Art, che si svolge a novembre a Manarat Al Saadiyat. Qui gallerie internazionali e locali si incontrano in un contesto che valorizza sia il mercato sia la produzione artistica attraverso commissioni, progetti site-specific e un dialogo tra collezionisti e artisti emergenti.

A quanto pare il Louvre è solo il primo tassello di un ampio progetto. L’isola Saadiyat, destinata a diventare il distretto culturale della città, ospiterà anche il Guggenheim Abu Dhabi, progettato da Frank Gehry che, dopo tanta attesa, dovrebbe inaugurare quest’anno. Con una superficie espositiva quasi doppia rispetto a quella del celebre Guggenheim di Bilbao, sarà il più grande museo della rete e contribuirà a rafforzare il ruolo di Abu Dhabi come epicentro artistico della regione.
In realtà questa strategia “creativa” non riguarda solo gli Emirati, ma si inserisce in un contesto esteso: anche il Qatar e l’Arabia Saudita stanno investendo massicciamente in cultura. Doha, grazie al lavoro della Sheikha Al Mayassa, si è trasformata in un polo museale di primaria importanza, mentre Riyadh sta rinsaldando la sua posizione con progetti ambiziosi come la Biennale d’Arte Islamica di Jeddah. L’arte è diventata uno strumento di identità nazionale, modernizzazione e posizionamento globale e il Louvre Abu Dhabi è la testimonianza più chiara di come il Medio Oriente stia ridefinendo la geografia culturale mondiale.
In un panorama fluido, in cui i musei sono marchi globali e l’arte si intreccia con diplomazia e sviluppo economico, Abu Dhabi non vuole essere solo una vetrina del passato, ma un laboratorio sul futuro. E se oggi il Louvre sulle rive del Golfo è uno dei simboli di questa trasformazione, il domani appartiene a chi saprà costruire nuovi luoghi in cui la creatività si conserva e si reinventa.
Tramonto al Louvre di Abu Dhabi, sotto la cupola ispirata alle mashrabiyya, Emirati Arabi Uniti, fotografia di Muhammed Nasser
Personalità radio televisiva, digital content creator, scrittrice per diverse testate e autrice del volume “Arte Queer. Corpi, segni, storie” edito da Rizzoli, Elisabetta Roncati ha deciso di unire formazione universitaria economica/manageriale e passione per la cultura con un unico obbiettivo: avvicinare le persone all’arte in maniera chiara, facilmente comprensibile e professionale. Interessata a ogni forma di espressione artistica e culturale, contemporanea e non, ha due grandi passioni: l’arte extra-europea e i diritti civili. Nel 2018 ha fondato il marchio registrato Art Nomade Milan con cui si occupa di divulgazione digitale sui principali social media (Instagram e Tik Tok @artnomademilan).